La potatura e le altre
operazioni colturali

Viticoltore intento a Dopo la vendemmia il vigneto si lascia riposare, poi, fra dicembre e gennaio, viene eseguita la potatura (pudą) che consiste nel tagliare i tralci che hanno fruttificato. Su ogni vite viene lasciato un breve cordone permanente e due o tre tralci che dovranno fruttificare. A febbraio si esegue quell'operazione che i contadini chiamano drizzą e che consiste nel piegare ad arco i tralci,  legandoli con i vimini di salice (salescģn). Questo lavoro va ultimato prima che, all'inizio della primavera, la vite cominci il processo vegetativo. Esso va continuamente seguito prima togliendo i getti inutili, (srugną e sgarzu) poi intrecciando e legando ai fili di ferro i tralci a frutto (ligą int i cņ) per evitare che il vento li spezzi, per consentire una pił facile irrorazione e lasciare pił esposti al sole i grappoli d'uva. A settembre, per consentire una maggiore irradiazione solare, le viti vengono diradate dalle foglie.

 

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Foto E. Piffari
Banca Popolare di Sondrio ©


Pagina curata da
Pietro Materietti
e Federico Polinelli